Il Premio di Poesia S. Domenichino ha una tradizione consolidata
sul territorio massese ed un’importanza ormai nota alla
grande schiera dei Poeti, non solo italiani.
Un Premio al passo con i tempi in grado di sapere interpretare
il nuovo con il linguaggio dei poeti: comunicare con il verso
sentimenti e valori, come risposta alla domanda angosciosa che
l’Uomo, nella continua ricerca di appagamento si pone e
che, “operaio di sogni”, come disse Salvatore Quasimodo,
tenta di dare una sua risposta alla dimensione tecnologica del
mondo, che spesso rivela carenza ed incapacità di comunicare.

Il Premio di poesia trae le sue origini nel lontano
1914 quando, in località “Poveromo” di Marina
di Massa, un movimento di popolo scendeva ogni anno dal paese
di Turano, sobborgo di Massa, per celebrare “S. Domenichino”
che per i Turanesi era la prosecuzione, il giorno successivo,
della festa del Patrono S. Domenico, ricorrente la prima domenica
d’agosto. Alcuni di questi uomini si prefissero, ogni anno,
di consumare gli avanzi dei “grandi desinari” del
giorno precedente all’ombra delle pinete in località
detta appunto “Poveromo”. La festa, come si usava
dire di “S. Domenichino”, si svolgeva tra canti, balli
e stornellate: caratteristico era il “Canto del Maggio”,
ancora attuale in alcune frazioni del comprensorio massese.
Con l’intento di voler soddisfare l’esigenza di una
presenza religiosa per un flusso sempre più consistente
di persone nella plaga del “Poveromo”, i Padri Cappuccini
realizzarono la costruzione di una cappella, anche per comodità
dei molti popolani che nel frattempo ivi si erano insediati (siamo
nell’anno 1947). Diversi i Frati che si alternarono, nei
giorni festivi, per celebrare la S. Messa, finché nell’anno
1955 Padre Gesualdo Grassi, già vice parroco a Quercioli,
ebbe l’incarico di avere cura in modo stabile dei parrocchiani
della zona. A seguito di questa presenza nasce così, nel
1958, il “Premio Letterario S. Dom enichino” di cui
Padre Gesualdo è l’ispiratore ed attivissimo organizzatore
per ben sei edizioni, dal 1958 al 1963, oltre che Presidente,
per le prime due edizioni, cui faranno seguito in tale carica
Giuseppe Bertozzi e Lino Steli. Padre Grassi, con l’intento
di fare del “Poveromo” sia un angolo di Fede popolare
che di serenità e svago, prende contatti con l’Azienda
di Soggiorno di Marina di Massa, presso la quale troverà
oltre al consenso, anche uno dei suoi futuri e più validi
collaboratori, ovvero il poeta Decimo Del Fiandra. (Continua)